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I tifosi della Curva Nord,
tutti i tifosi uniti e non solo qualche gruppo,
scendono in campo per dire ad alta voce che «questo
immobilismo non è più sopportabile». Con un
comunicato i tifosi della curva Nord annunciano «una
mobilitazione generale, pacifica ma serrata, volta a
spazzare via, una volta per tutte, le nubi che
gravano sul cielo della calcio Lecco e ad abbattere
il muro di omertà che impedisce di vedere chiaro nel
futuro bluceleste».
In pratica i tifosi stanno organizzando un sit-in
pacifico ma fermo davanti al Comune di Lecco sabato
prossimo dalle 10 alle 12 nel quale distribuiranno
il volantino fattoci pervenire (e disponibile sul
sito www.gruppopsycho.com in versione integrale) e
che è molto pesante nei confronti dell'attuale
dirigenza bluceleste. Eccone gli stralci
pubblicabili: «Dodici mesi fa avevamo accolto con
favore ed entusiasmo l'avvento di una nuova
compagine societaria, che prometteva trasparenza
gestionale e continuità nell'impegno ? scrivono i
tifosi della Curva - I fatti hanno raccontato tutta
un'altra storia: (?) hanno portato ad una
retrocessione amarissima, unita alla fuga ingloriosa
di quasi tutti i protagonisti, palesi od occulti che
fossero. Sul luogo del delitto ne è rimasto solo
uno, l'ultimo, (?), a cui hanno lasciato in mano il
cerino acceso. Il malcapitato chiede aiuto, non sa
che fare, e rischia di mandare a fuoco tutta la
casa. Che è anche la nostra».
Gli ultras pensano ci sia chi è interessato a
rilevare il Lecco: «Siamo convinti che esistano
persone pronte ad assumersi l'onere e l'onore di
rilevare il Lecco ed accompagnarlo con ritrovato
orgoglio a festeggiare degnamente i cento anni di
storia». Quindi l'affondo, diretto, duro e senza
mezzi termini, verso il presidente bluceleste Sergio
Invernizzi, mai citato per nome, ma ben presente
sulla scena di questo comunicato: «Siamo però certi
che nessuno vorrebbe trovarsi come compagno di
viaggio chi ha dimostrato di non avere la minima
idea di quale sia la direzione giusta da prendere.
Allora noi chiediamo all'ultimo superstite di questa
armata Brancaleone un atto di dignità: espleti le
procedure burocratiche fondamentali per la prossima
stagione sportiva, e poi faccia non uno, ma cento
passi indietro e lasci il nostro Lecco in altre
mani, più sicure e meno tremanti».
Come a dire: Invernizzi vattene. Non manca, però, la
parte costruttiva: «Noi vigileremo, con costanza e
passione, nella speranza di una rapida soluzione
della vicenda. Chiediamo uno sforzo partecipe e
costruttivo alle istituzioni e alle forze
imprenditoriali di Lecco e della sua provincia.
Chiediamo unità e partecipazione a tutti coloro, e
sappiamo che sono tanti, che amano i colori
blucelesti, oggi più di ieri. Il Lecco è caduto, ma
deve rialzarsi. Non dimenticheremo chi l'ha colpito
e umiliato: per nessuno di loro può esistere un
futuro. Con l'aiuto di chi le vuole bene, l'aquila
tornerà a volare. Più fiera e maestosa che mai». |